Anatomia del Grey.

Come già scritto precedentemente, credo fermamente che le cose arrivino a noi nel momento esatto in cui ne abbiamo bisogno e così come ho trovato un libro che mi aiutasse a capire quanto possa essere bello innamorarsi nuovamente, ecco che ho trovato una serie tv che mi sta aiutando ad andare avanti nello studio, proprio nel momento in cui sono incagliata con un esame.

Infatti ho iniziato il mio binge watching di Grey’s Anatomy, serie che avevo fino a una settimana disprezzato, ma ora la sto rivalutando tantissimo perchè puoi imparare qualcosa se si tralasciano le storie smielose fatte di tira e molla fra i personaggi.

Con Grey’s ho riscoperto il vero motivo per cui ho scelto di intraprendere medicina: dove gli altri piangono per le storie d’amore drammatiche, io mi commuovo ogni volta che un paziente ringrazia un dottore per avergli salvato la vita. Ecco, questo è il motivo per cui ho scelto questa facoltà: aiutare il prossimo con ogni mio mezzo e non sarà certo un professore stronzo a farmi desistere, anche se ci dovessi mettere un altro anno (speriamo di no).

Oggi mi sento più motivata rispetto ai mesi passati e spero di continuare ad esserla, e se mi capiterà di vacillare allora guarderò un episodio di Grey’s anatomy e spero di riprendere la strada giusta.

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Sesto.

WordPress mi ha notificato che oggi è l’anniversario della mia iscrizione, il sesto.

In pratica sono sei anni che vengo qui e mi lamento.

Sono una persona molto costante devo dire.

Compleanno

Oggi è il tuo compleanno e sono passati 6 mesi da che ci siamo parlati l’ultima volta. Che ironia il destino a volte.

Ti ho mandato un messaggio di auguri, ma non ho il coraggio di vedere se mi hai risposto o no. Vorrei che quel mio messaggio ci facesse riavvicinare. Ma come posso pensare di riparare quello che ho rotto con così tanta forza?

Credo lascerò il cellulare spento ancora per un po’, giusto per darmi l’illusione che tu stia ponderando bene la risposta e non un semplice “grazie”.

Vorrei non farmi così tanti film in testa a volte.

(ri)cadute

Questi non sono stati mesi buoni per il mio morale anzi, in certi momenti ho avuto paura di essere affondata in un barattolo senza speranza. Peró credevo di esserne uscita, alla fine non piangevo più ogni sera pensando a lui e mi era tornata la voglia di togliermi il pigiama e uscire. Progressi.

Poi è arrivata la litigata di oggi pomeriggio con mia mamma per un motivo stupido, complice anche l’aver dovuto sopportare i miei parenti riuniti a un tavolo. E a quel punto non ce l’ho più fatta, mi si è riaperta la voragine buia sotto i piedi.

Perché quando litigavo con i miei alla fine lui aveva sempre una parola di conforto e con un abbraccio riusciva a farmi calmare, anche se questo non gliel’ho mai detto.

Ecco, oggi pomeriggio dopo il litigio con mia mamma stavo per mettermi a piangere perché ho realizzato come una volta uscita al casello dell’autostrada non sarei potuta andare da lui, non avrei avuto le sue braccia ad aspettarmi, pronte a calmarmi e a rassicurarmi.

Non esiste sensazione più brutta del desiderare un abbraccio e sapere che quelle braccia sono lontane e non possono più proteggerti, non vogliono più proteggerti.

Strangers.

Quando si diventa sconosciuti con quelle persone con cui hai passato l’adolescenza? Quelle persone che ti vedono crescere, fare sbagli ma anche scelte giuste. Quelle persone con cui giuri silenziosamente amicizia per sempre, quella del “per te ci sarò sempre”.

E invece ti trovi lì, una sera dopo mesi che non ti vedi e quello che c’è è solo silenzio, imbarazzante silenzio che diventa sempre più spesso ogni minuto che passa. E ringrazi che ci siano altre persone per far iniziare conversazioni effimere e abbandonare il silenzio.

Dannato silenzio.

Come siamo arrivati a questo punto?

Love.

Ma l’amore non ce l’ha mai un senso. Insomma, non è la logica che lo fa nascere oppure morire. Anzi, l’amore è totalmente insensato. Ma dobbiamo continuare a viverlo, perché altrimenti saremmo perduti e se l’amore muore all’umanità non resta altro che scomparire. Perché l’amore è la cosa più bella che abbiamo.”

Ted Evelyn Mosby, how I met your mother.

Libri.

Qualche tempo fa ho letto una frase che diceva: “Molto spesso non siamo affatto noi a scegliere le nostre letture, i nostri dischi o i nostri amori, ma sono gli accadimenti stessi che vengono a noi in un particolare momento“.

Come quella volta che sono entrata in libreria per comprare un libro e sono uscita con “Norvegian Wood” di Murakami tra le mani, senza sapere che quel libro mi avrebbe fatto aprire gli occhi sul fatto che dovrei aprirmi di più con le persone, che poi erano le stesse cose che mi avevi detto tu in maniera meno romanzata una sera seduti su una panchina. Dopo quella lettura ho provato in tutti i modi ad aprirmi, ma qualcosa non me lo rendeva possibile, io non lo rendevo possibile e per questo ti ho perduto.

Ora che sto cercando di superare la fase di lutto classica che segue una rottura ho trovato un nuovo libro, nel momento del bisogno. Sta insegnando (o ricordando) a questo cuore freddo e cinico quanto possa essere bello ma doloroso e terrificante allo stesso tempo innamorarsi di una persona, ma non l’innamoramento razionale cui sono abituata, no, quello irrazionale, che ti sconvolge e che ti porta a fare cose e a SENTIRE cose che non hai mai provato prima, ti mette in gioco e scardina ogni tua conoscenza. E quando scopri di essere ricambiato e si inizia ad entrare in intimità, ti spoglia di tutto, ti porta ad annullarti, porta via anche la cosa più personale che possa esistere, il tuo nome, per poi darti quello dell’altro, a sottolineare le due anime che si fondono, tu sei lui e lui è te: Call me by your name and I’ll call you by mine”.