Ritrovarsi.

Oggi era una giornata grigia fino alle 10 di stasera. No, non era grigia per via di nuvole portanti pioggia o altro, era grigia per il semplice fatto che sono stata rinchiusa tutto il giorno in una biblioteca col naso incollato a vecchi tomi polverosi ad imparare a memoria i nomi delle nostre arterie, che non sono poche.

Però si è rischiarata, forse l’ho rischiarata io col mio sorriso che è nato nel momento stesso in cui ho ritrovato in un social network (indovinate quale…) un vecchio professore, un supplente per l’esattezza, che ho avuto al tempo delle medie (9,10 anni fa? ommioddio, mi sento vecchia…)  e alla quale ero molto legata visto che mi ha fatto appassionare alla letteratura e ai classici. Ho ancora sul comodino il libro delle sue poesie che mi aveva regalato con tanto di dedica chiamandomi “la poetessa della classe”: diciamo che aveva un po’ esagerato, forse un po’ tanto, però lo tengo lì, come un santino e ogni tanto lo rileggo per avere un po’ più di fiducia in me stessa, come se fosse la prova tangibile che qualcuno crede in me e non può essere falso, perchè è scritto lì, nero su bianco.

É bello ritrovarsi, dopo tanto tempo, e raccontarsi come va la propria vita, i progetti per il futuro e riprendere là dove si era lasciato il discorso, come se il tempo non fosse passato, o come se ci fossimo distratti solo un attimo e voltandoci ritroviamo l’altro, uguale a com’era quando ci siamo girati. Forse succede così perchè questa persona non era solo un professore, anzi ne sono certa, lui non era un mio professore, era un mio amico.

 

E oggi l’ho ritrovato.

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2 thoughts on “Ritrovarsi.

  1. Quest’ultima frase te la rubo perchè è bellissima 🙂 comunque grazie per gli altri commenti, fa piacere che i pensieri cui cerco di dare forma siano apprezzati e devo ammettere che la nascita di questo blog è anche grazie al professore di cui parlo qui, il primo che ha creduto nelle mie doti di “scrittrice” e mi ha spinto a coltivare la mia passione per i libri e le agende piene di storie, poesie e frasi scritte di getto 🙂

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  2. Mi hai fatto ricordare questa storia. Un supplente che ho avuto alle scuole elementari. Ci racconta una storia di un certo Pitagora. Poi si mette a disegnare alla lavagna dei numeri in fila, poi altri numeri in senso opposto. Come per magia, appare la tabellina del 9. Ci ha fatto supplenza due o tre giorni in cinque anni. E’ il ricordo più nitido che ho di quei 5 anni. Non ricordo altri giorni di lezione. L’ho rivisto anni dopo. Lui ovviamente non si ricordava di me. Ma io di lui… eccome!
    PS 9-10 anni fa le tue scuole medie? Ommioddio lo dico io, ma è l’altroieri 😉 saremo vecchi soltanto quando saremo noi i maestri ritrovati per strada!

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