Dazed and confused.

Lunedì devo dare un esame e non mi sento assolutamente pronta. Lunedì devo dare l’esame che ho miseramente fallito prima della pausa natalizia e durante tutto questo tempo non ho fatto progressi con lo studio, sono punto a capo. Lunedì, me lo sento, non andrà bene e il pensiero dello scorso fallimento mi attanaglia lo stomaco e mi fa dubitare delle mie capacità, mi fa perfino dubitare di aver scelto la facoltà giusta.

Il solo fatto ch’io vorrei tanto aiutare la gente, farla soffrire di meno e rendere la loro vita migliore fa di me una persona portata per la medicina? O è solo questione di tempo prima di accorgermi di aver sbagliato tutto fin dall’inizio?

Dovrei reagire, non sono la prima ad essere bocciata nè l’ultima..ma vedere la maggior parte della gente attorno a me che supera esami facilmente e io, invece, arranco su una materia da 6 mesi fa fa venire in mente un sacco di domande.

E a tre giorni dall’esame, non sono le domande giuste da porsi.

Miss you.

Mi fermo spesso a guardare la parete di camera mia tappezzata di foto: prima mi metteva allegria e sorridevo sempre. Ora lo sguardo diventa triste, la memoria va ai giorni del liceo e il sorriso è amaro, perchè so che quei giorni sono passati e non torneranno indietro. Non ci saranno più foto sceme sullo sfondo del Tower Bridge di Londra, abbracciata all’amico col il quale mi punzecchiavo sempre, ma alla fine gli volevo (e voglio tutt’ora) un bene dell’anima, niente più foto tra i tanto odiati banchi di scuola, a far facce sceme con il mio “allievo” di matematica, nè ci saranno più le foto abbracciata all’ “orsacchiotto”, quel ragazzo che tutti mettevano un po’ di mezzo ma che non si ribellava mai, per il cuore troppo grande.

Mi mancate ragazzi, mi manca il gruppo unito che eravamo e che si vantava di questa cosa: “noi siamo una classe unita, mica come le altre classi”, ricordate? Beh, a quanto sembra sono state le nostre ultime parole famose.

Capisco gli interessi diversi, gli impegni universitari e le relazioni amorose “extra gruppo”, ma ormai non ci chiamiamo nemmeno più per uscire il sabato sera e non riusciamo a trovare mai un attimo per ritornare il gruppo che eravamo. O magari a voi va bene così, non volete tornare ad esserlo.

 

Mancate ragazzi e queste foto sono appese qui, sempre pronte a ricordarmelo. 

Ma non voglio staccarle, i momenti trascorsi con voi sono troppo belli per essere cancellati così e togliervi da quella parete vorrebbe dire ci siamo persi, abbiamo chiuso per sempre e non vorrei accadesse.

A dire il vero, non voglio staccarle perchè non sono mai stata brava a chiudere definitivamente col passato, anche se fa male e continuerà a farlo.