Definisci “amare”.

“Ma tu mi ami? “.
Una domanda che mi è stata posta solo due volte e dalla stessa persona. La prima volta ho risposto che gli volevo un bene assurdo ma amore era altro, la seconda ho risposto non lo so.
E sono stata onesta, perché veramente io non so cosa vuol dire amare e questa cosa mi tormenta. So solo che, dopo quattro mesi che ci siamo lasciati, continuo a pensare a lui, a chiedermi come sta e a preoccuparmi se qualche sera piove forte e so che deve guidare su quella strada che odio tanto. So solo che non riesco a vedermi con nessuno perché ho paura che se lo venisse a sapere avrei preclusa ogni possibilità di ritornare assieme a lui, ma questo non dovrei pensarlo perché in fondo sono stata io a rompere. Io non riesco a lasciarlo andare, o forse non voglio perché dentro di me vorrei facesse parte della mia vita, anche se probabilmente non riesco ancora ad ammetterlo a me stessa.

Ma alla fine di tutti questi fatti rimane Comunque la domanda iniziale: questo é amore?
Ditemelo voi, perché io proprio non lo so.

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Su i bicchieri, giù i pensieri un ca***

Dicono che quando si tocca il fondo non si può far altro che risalire: non posso che essere d’accordo visto che l’ho provato sulla mia pelle. Perchè quando hai 23 anni e il mondo ti sembra crollare addosso, l’unica soluzione che ti sembra buona per dimenticare i propri problemi, anche per una sola sera, è quella di ubriacarsi.

Non fatelo mai, fidatevi.

Perchè sì, momentaneamente sembra una cosa bella, ti senti leggera, senza pensieri perchè non riesci a metterne due in fila e quindi credi di aver raggiunto una certa spensieratezza: non è così, perchè la mattina, quando ti risvegli e tiri le somme della serata, capisci che i problemi sono sempre lì, forse sono anche aumentati, e allora passi allo stadio di vergogna, dove vorresti scavarti una fossa per non farti guardare in faccia dalla gente e non guardare il tuo viso riflesso dallo specchio che ti manda occhiate di disapprovazione.

Ma in fondo mi ci voleva un’esperienza del genere per farmi capire che non si può correre via dai problemi, bisogna affrontarli o al massimo cercare di ignorarli e, col tempo, si aggiusteranno da soli. Quindi si apre un periodo di una nuova me, una nuova M. che ha deciso di non bere più, nemmeno una birra con la pizza, tanto fa gonfiare la pancia e basta. Questo è il mio proposito per il 2015: non affogare i miei problemi e pensieri cupi in un bicchiere d’alcol.

Anzi, facciamo non toccare proprio l’alcol.

Del tutto.