Ultime ore.

Ed ecco che mancano esattamente due ore alla fine della mia era da ventitreenne, per entrare in quell’età che, a detta dei Blink-182, mi renderà più carina e simpatica al mondo intero, o forse piacerò un pochino di più solo a me stessa, che sarebbe comunque una grande conquista visto la mia poca autostima.

Comunque sto scrivendo perchè sono tante le persone con cui mi sento quotidianamente che mi stanno chiedendo cosa sto facendo nella “Vigilia” del mio compleanno e la mia risposta è sempre la solita: niente. O meglio, sto facendo le solite cose che faccio in un giorno infrasettimanale qualsiasi, come guardare le mie amate serei tv in streaming, leggere qualche blog, cazzeggiare su facebook, solite cose insomma. In fondo è il giorno prima del mio compleanno quindi non vedo come dovrei passarlo in qualche maniera speciale, soprattutto sapendo che domattina avrò lezione e non voglio essere paragonata a uno zombie che si trascina nei corridoi.

Queste domande mi hanno portato a riflettere e a rendermi conto che domani è davvero il mio compleanno, è già marzo, ma soprattutto devo aggiungere un anno in più quando mi chiedono l’età. Questo mi ha portato poi a fare collegamenti mentali strani, legati soprattutto a cos’è successo in questo periodo l’anno scorso e ho ripercorso con la mente momenti che speravo di aver dimenticato ma che mi hanno ritrasportata in una sorta di malinconia che vede come oggetto principale un certo viaggio in treno. Però poi ho fermato prepotentemente il flusso dei miei pensieri e mi sono detta: “il riassunto dell’anno l’ho già fatto a Capodanno e la mia serata è finita in alcol, vogliamo bissare?”.

Non volendo assolutamente replicare (come ho già raccontato in precedenza, ho chiuso con l’alcol), mi sono messa seriamente a pensare che in fondo il compleanno, come qualsiasi anniversario, è solamente un anno in più, ma a volte in quell’anno sono racchiuse un sacco di cose che non sono da sottovalutare, archiviandole con un “tanto è un anno come gli altri”, anzi, a volte sono proprio queste cose che sembrano minime che ci fanno cambiare e maturare, facendoci diventare, giorno per giorno, un po’ più simili ai veri noi stessi.

Ed ecco che dall’alto della mia quasi acquisita nuova saggezza, che contraddistingue noi quasi-neo-ventiquattrenni, smetto di passare al replay i singoli momenti ma mi focalizzo sull’evoluzione della me ventitreenne, quella che si è rimessa in gioco totalmente, sia pallavolisticamente che emotivamente parlando, quella che ha dovuto superare infortuni, insuccessi e tante delusioni per poi conquistare risultati notevoli, che mai si sarebbe aspettata.La me ventitreenne ne ha passate tante, ha trascorso un periodo che non sapeva più dove sbattere la testa, senza un faro, dispersa in alto mare, ma ora, alle soglie di questi ventiquattro anni, è più serena perchè ha capito che, dopo tutto il casino che ha fatto, il suo angolino nel mondo lo sta piano piano trovando, tassello dopo tassello.. E a dirvela tutta, sta venendo proprio bene questo angolino!

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