Maggio.

Cerchi di non pensarci, fare finta che sia un periodo come un altro, il solito mese pieno d’impegni tipico di uno studente, ma poi arriva la fatidica domanda “che giorno è oggi?”.

E tu sei lì, seduta su quella sedia che diventa all’improvviso scomoda, guardi nel vuoto e, sospirando, rispondi che è Maggio e il tuo cervello inizia a pensare a quello che è successo nell’anno che è passato, di quanto la tua vita non sia poi così diversa da com’era un anno fa, ad eccezione per le persone che non ci sono più, chi per scelta, chi per destino bastardo.

E pensi e ripensi agli errori fatti, alle promesse non mantenute e ti chiedi com’ è possibile cadere ogni volta e riuscire a rialzarsi, imparare la lezione e poi dimenticarla: se è vero che “historia magistra vitae est”, allora io non ho capito ancora un cazzo di questa lezione e continuo a bocciare l’esame finale.

Imparerò prima o poi.

Chissà.

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4 thoughts on “Maggio.

  1. Io credo che… ci siano lezioni che non vogliamo imparare, anche se non lo ammetteremo mai, neppure a noi stessi. Ma d’altro canto non ne abbiamo bisogno, noi stessi ci conosciamo già, anche se con affetto quasi genitoriale facciamo finta che non sia così.
    Alcune lezioni non le vogliamo, ci rifiutiamo di studiarle. Impararle significherebbe accettare la verità in esse incastonata… e questo ci fa paura. A differenza delle cose che impariamo scolasticamente, per le quali abbiamo la scusante di dover sostenere un esame (o un’interrogazione), queste sono lezioni che impariamo per noi stessi, e l’idea non ci piace proprio per niente. Significherebbe ammettere la fallacia della nostra stessa ermeneutica, scombussolare ogni cosa, rimettere sul piatto delle puntate tutto ciò che credevamo di sapere… e così come accade per gli esami accademici, a consolarci è l’idea delle possibilità future. Riproverò al prossimo appello, imparerò la prossima volta…

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    • Infatti il problema di fondo in questo caso è il sapere che non è mai l’ultima possibilità, è il sapere che nonostante tutto ci sarà ancora un’ “ultima volta” che magicamente diventerà la penultima dopo aver commesso nuovamente lo stesso errore. Dovrei cercare di scombussolare totalmente questi schemi e cercare, per una volta, di non rapportarmi alle situazioni pensando che tanto ci sarà sempre una nuova occasione. Ci sto lavorando, davvero 🙂

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      • Non posso che augurarti di cuore di riuscirci, davvero.
        E… beh, magari… se ci riesci davvero e scopri qual è il segreto… dimmi come si fa, ok? Che male non farebbe neppure a me…
        E’ strano come a volte sia piacevole leggere negli altri paure ed insicurezze simili alle nostre. Non perchè io sia contento di leggere i dubbi altrui eh… è più che altro la sensazione di sentirsi “meno soli”, di scoprire che anche qualcun’altro viene tenuto sveglio da pensieri più o meno simili.

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