Lieto fine.

Non sono Biancaneve che viene risvegliata dal principe Azzurro.

Non sono Cenerentola che perde la scarpetta al ballo e gliela riporta l’amore della sua vita.

Non sono nemmeno Mulan che, oltre a salvare la Cina e l’onore della famiglia, salva anche se stessa da una vita da zitella con sette gatti.

Io sono quella che non conosce lieti fine, ma d’altronde servono anche persone così nelle fiabe, altrimenti non si avrebbero matrigne cattive.

destinatario assente.

Capisci veramente cosa vuol dire assenza nelle piccole cose, nei piccoli gesti quotidiani, come oggi, che è riniziato il campionato di serie A e ho pensato a noi e a quanto era divertente gufare contro la Juve e vedere che ti arrabbiavi, e a quanto mi incavolavo io se solo osavi parlare male del mio Milan.
Stasera non ho nessuno juventino da prendere in giro.
Stasera non posso prendere in giro te.

San Lorenzo

Uno dei miei primi sogni che riesco a ricordare riguarda le stelle cadenti: avevo sui cinque o sei anni e ricordo sognai d’essere a passeggiare coi miei genitori nel lungomare di un paesino vicino dove passavo tutte le estati; la cosa particolare del sogno è che andavo in giro con un retino, di quelli usati per prendere i granchi sugli scogli, e mentre camminavo cadevano stelle e io le catturavo col mio retino, collezionando sfere luminose proveniente dal cielo.
Grazie a questo sogno ho creduto per un paio d’anni che le stelle cadenti cadessero veramente sulla Terra e che un desiderio s’avverasse solo se catturavi la stella. Poi mi sono avvicinata all’astronomia e letto il più possibile sull’argomento e mi sono sentita una bimba stupida anche solo per aver creduto al mio sogno.
In quel momento è svanita l’illusione che i miei desideri non si avverassero solo perché non riuscivo a trovare le stelle cadute, ma ho dovuto fare i conti con la realtà e cioè che non sempre chi pone fiducia nel cielo viene accontentato.
Ma nonostante tutto, continuo ad alzare gli occhi al cielo ogni 10 agosto e imperterrita esprimo un desiderio ogni volta che vedo una scia luminosa nel cielo, perché avere i piedi per terra è importante, ricordandosi però dei sogni che avevamo da bambini.

Una buona notte di San Lorenzo senza nuvole a tutti.

“In una parola, sei il caos”

E arriva il momento di confrontarsi, confrontarsi veramente, faccia a faccia e dirsi tutto quello che crediamo non vada bene. E quando questo momento arriva, ti rendi conto che così non può andare, che siete su due piani emotivi completamente diversi: lui, pronto a dire nuovamente quelle due paroline magiche, come se niente fosse successo, e te, che non sai veramente quello che provi e non vuoi definire la situazione, per quanto sospesa nel limbo possa essere.
“Prendi una decisione”
“Devo prenderla ora? Perché così su due piedi è difficile, non ce la posso fare”
“Prenditi il tempo che vuoi, niente fretta”.

E invece la fretta ce l’hai avuta eccome, il tuo tempo d’attesa è stato di quattro giorni. Ma è meglio così, di sicuro, almeno ora non sei più costretto in una situazione che non ti andava bene e alla quale facevi finta d’esserti adattato solo per stare con me. E hai tutte le ragioni per avercela con me perché, come mi hai ripetuto un milione, io sono un casino e finché non farò pace con me stessa non riuscirò mai ad essere in pace con gli altri.

Però girarti dall’altra parte quando mi hai incontrata per strada è stata una stilettata al cuore, dritta tra le coste con precisione chirurgica. Quello sguardo che cerca altro pur di non guardarmi in faccia mi ha fatto capire che è veramente finita.
Per sempre.
E la colpa è tutta mia.

Solstizio.

Apro facebook e leggo: “oggi è il giorno più lungo dell’anno.. trascorretelo bene perchè da domani le giornate si accorciano”.

E qui mi ribello, perchè non è possibile che io devo ancora iniziare la mia estate (e chissà quando mi inizierà) e qui le giornate iniziato già ad accorciarsi… voglio avere anch’io la possibilità di vedere il tramonto del sole sul mare, rimanere in spiaggia fino a tardi a giocare a beach e far la scema coi miei amici.. E invece no! Devo stare chiusa in casa a studiare e a quanto pare questa mia clausura auto-imposta mi sta facendo perdere il cervello.

Quindi, alla luce della mia instabilità mentale momentanea (forse), non giudicatemi, lo so benissimo che non me l’ha ordinato il dottore di fare l’università e ceh potevo benissimo andarmene a lavorare e tutte quelle frasi che mi sento sempre ripetere ogni volta che mi lamento, ma cercate anche di  capirmi: vedo internet tappezzato di gente in costume felice, alla tv c’è gente rilassata in spiaggia e ora mi arrivano persino i messaggi di “buona estate” sul cellulare quando io vedrò il mare ad Agosto… è esasperante la situazione, o forse l’esasperata sono io e dovrei veramente prenderla con più spensieratezza… ma sono già indietro con gli esami, non posso permettermelo e quindi mi dispero chiusa in casa e infelice, con un muso che sembro la strega di Biancaneve, pensando di dover passare l’esame a tutti i costi e alle conseguenze se non lo passo…

Voglio piangere.

Che disperazione questa sessione estiva.

P.s: scusate lo sfogo, ma dovevo scriverlo da qualche parte, sennò era la volta buona che esplodevo e iniziavo a prendere a pugni tutto.. e per il bene dei miei coinquilini, è meglio ch’io scriva.

Definisci “amare”.

“Ma tu mi ami? “.
Una domanda che mi è stata posta solo due volte e dalla stessa persona. La prima volta ho risposto che gli volevo un bene assurdo ma amore era altro, la seconda ho risposto non lo so.
E sono stata onesta, perché veramente io non so cosa vuol dire amare e questa cosa mi tormenta. So solo che, dopo quattro mesi che ci siamo lasciati, continuo a pensare a lui, a chiedermi come sta e a preoccuparmi se qualche sera piove forte e so che deve guidare su quella strada che odio tanto. So solo che non riesco a vedermi con nessuno perché ho paura che se lo venisse a sapere avrei preclusa ogni possibilità di ritornare assieme a lui, ma questo non dovrei pensarlo perché in fondo sono stata io a rompere. Io non riesco a lasciarlo andare, o forse non voglio perché dentro di me vorrei facesse parte della mia vita, anche se probabilmente non riesco ancora ad ammetterlo a me stessa.

Ma alla fine di tutti questi fatti rimane Comunque la domanda iniziale: questo é amore?
Ditemelo voi, perché io proprio non lo so.